I tuoi post sono d’impatto?

I tuoi post sono d’impatto? Abbiamo parlato di quanto sia importante condividere contenuti di qualità ma spesso si bypassa la qualità per la quantità o per “essere i più veloci”.
L’esigenza è quella infatti di dare alla community una percezione ben precisa della nostra vita. Nessuno è al 100% ogni giorno, felice, soddisfatto e entusiasta. Su Instagram però sembra che chiunque (tranne noi) stia vivendo la giornata perfetta all’interno di una vita sempre splendente ed energica.
Beh è ovvio che non sia così, è impossibile! Ma pur consapevoli di questo nella nostra mente si annida il pensiero: “Perché la mia vita non è così?”, “Come mai non è tutto così felice e stimolante per me?”

Perché abbiamo il desiderio inconscio di vivere come gli altri dimenticandoci però che quello che vediamo non è reale.
I social, purtroppo o per fortuna sono un mondo a parte. Infatti, molto raramente sono allineati alla realtà o al massimo mostrano solo piccole porzioni e non la parte integrante della quotidianità.
Il web è un mondo completo e complesso ma potrebbe essere luogo dove riflettere e confrontarsi sulle proprie esperienze di vita, traendone anche vantaggio. Portando sulle piattaforme ciò che davvero accade ad ogni utente, se ne potrebbe ricavare qualcosa di utile, per noi e per gli altri.
Come fare però? I social non devono diventare un confessionale deprimente e poco divertente. Sarebbe sufficiente costruire i contenuti così che siano di un certo impatto, riuscendo così a ricavare del buono dal digital oltre che visibilità e fama.
Cosa succederebbe quindi se i contenuti condivisi avessero lo scopo di informare e formare e non solamente quello di impressionare sconosciuti?

Greenwashing, è tutto così #green?

Di fronte a due prodotti identici, dove il primo è composto da materiali riciclati e il secondo no, quale sceglieresti?
Sembra ovvia la risposta?
In realtà è solo da pochi anni che al nostro pianeta viene dato il rispetto che, verosimilmente, ha sempre meritato. Per quanto questa pratica sia fondamentale per la salvaguardia dell’ecosistema in cui viviamo, spesso questo concetto viene portato all’eccesso, passando come una tecnica persuasiva.
Hai mai notato come nel giro di qualche anno tutto è diventato riciclato e sostenibile?
Ma è sempre tutto così #green come dicono?

Oggi parliamo di Greenwashing, quando l’ecologia diventa una farsa mediatica.
Che cos’è il Greenwashing? Sono tecniche di marketing che proclamano di sostenere l’ambiente e l’ideologia green. Il problema sta nel fatto che raramente le imprese applicano questa mentalità. Si tratta di una concezione green “di facciata”, per così dire.

Molti brand lo fanno! Per dare un’immagine genuina e attenta all’ambiente le aziende si spacciano per paladini del pianeta, lo fanno per aumentare la propria brand reputation ma nascondono spesso i danni che loro stessi causano alla terra. Filiera #sostenibile ma con materiali di scarsa qualità, così la produzione e il conseguente inquinamento raddoppia. Oppure ancora, aziende che utilizzano energia rinnovabile ma poi scaricano rifiuti tossici nei corsi d’acqua.

Nel marketing questa pratica si vede spesso, a volte vengono anche usati hashtag motivazionali come #green #sostenibile #eco, utilizzando una grafica fuorviante con paesaggi naturali o il tipico colore verde, ma il motivo per cui quel brand è davvero ecologico non viene spiegato.
Un esempio concreto? Moltissimi brand produttori d’acqua si definiscono attenti alla sostenibilità ma commercializzano il proprio prodotto ancora in bottiglie di plastica non riciclata.
Conosci qualche brand che utilizza il greenwashing?

Scopri di più sulle tecniche di marketing più utilizzate: https://www.sitointerattivo.it/

Facebook cambia e diventa Meta!

Da Facebook a Meta. Il colosso dei social network ha ufficializzato la modifica del nome della compagnia in quanto “Facebook” non era più rappresentativo dell’enorme progetto nella mente di Mark Zuckerberg.
Meta “rifletterà maggiormente quello che speriamo di costruire”. Il nome Facebook perdeva consensi a vista d’occhio e l’idea di rebranding sembra, almeno per ora, azzeccata. Infatti dopo le quotazioni colate a picco successivamente al down dei social di qualche settimana fa, l’azienda sta pian piano risalendo anche nel mercato azionario.

IL METAVERSO. Questa è la grande idea su cui si fonda la rinnovata multinazionale. C’è da chiarire che niente di ciò che conosciamo verrà stravolto, infatti i capisaldi dell’azienda, Instagram, Facebook e WhatsApp verranno mantenuti. La differenza e la novità più importante è però l’introduzione di nuovi software e nuovi strumenti come:
– Oculus, un sistema per la realtà virtuale che ti permetterà di restare connesso quando vuoi e come vuoi;
– Workplace, un nuovo spazio dove fare impresa e creare una community di colleghi;
– Portal, una piattaforma per le video-call totalmente rinnovata;
– Novi, un innovativo portafoglio elettronico che permette le transazioni anche a livello internazionale.

Grazie a questa realtà virtuale si potranno vivere, davvero, esperienze che prima erano puramente fisiche. Come? Stando all’interno di questo mondo, totalmente immersi nel metaverso. Dà l’idea di essere la sceneggiatura di un film, anche un po’ distopico?
Forse sì, ciò che è sicuro è che il mondo che il fondatore Mark Zuckerberg ha ideato, affascina. Ma ragionandoci, pensare che il futuro che ci attende non sarà altro che un mondo in cui i nostri ologrammi personalizzati possono andare al lavoro, incontrare amici, parenti o nuovi conoscenti, lascia un po’ perplessi. Spaventa forse più il fatto che questo futuro non sia poi così lontano.